antonio allegri detto correggio



biografia

antonio allegri nasce con tutta probabilità nel 1489 da pellegrino de allegris e bernardina ormani,due borghesi della cittadina di correggio,in provincia di reggio emilia.
non si hanno documenti storici o notizie biografiche di rilievo fino al 1506,dove scritti testimoniano l'attività di frescante nella cappella funeraria di andrea mantegna,nella chiesa di sant'andrea a mantova.
un documento del 1512 testimonia i rapporti tra il mantegna e il correggio,giacchè tale documento impegna il pittore reggiano a restituire delle somme di danaro al figlio del mantovano scomparso.
nel 1514 correggio ottiene le prime commesse di un certo rilievo,quali la madonna di san francesco(per la chiesa di correggio) e delle decorazioni dell'abbazia benedettina di san benedetto po,in provincia di mantova.
nel 1518,secondo la maggior parte degli studiosi ,il correggio intraprende un viaggio a roma ,dove avverra l'incontro con i grandi pittori del rinascimento.
a parma inizia a decorare la camera della badessa,nel convento di san paolo a parma.
cupola del duomo di parma: correggio
la decorazione della cupola del duomo di parma viene condotta tra il 1522 e il 1530.è considerata come il punto più alto della carriera del correggio,e rappresenta un vortice di angeli attorno alla vergine assunta che si librano in volo in un mare di luce.incredibilmente i committenti non rimasero soddisfatti del lavoro di antonio allegri,che dovette interrompere il suo lavoro,che prevedeva dopo la cupola anche la realizzazione dell'abside.
nel 1520 ,che coincide con l'anno della scomunica di martin lutero da parte di papa leone X, lavora al ciclo di affreschi della chiesa di san giovanni evangelista a parma.l'anno successivo viene battezzato il figlio pomponio,nato dalla relazione tra il pittore e giovanna merlini,figlia di un cortigiano del marchese di mantova.nel 1522 ottiene la commessa per la realizzazione degli affreschi della cupola della cattedrale di parma.il 1523 è l'anno in cui l'artista si trasferisce a parma,dove l'anno successivo nasce la prima delle tre figlie, francesca letizia,e termina i lavori iniziati alla chiesa di san giovanni.al 1528, anno della nascita della religione anglicana per mano di enrtico viii d'inghilterra,risalgono delle notizie di un'opera,oggi scomparsa,del correggio,in una lettera tra veronica gambara e esabella d'este,l'opera è la maddalena genuflexa.
nel 1530 antonio torna a correggio,dopo essere stato liquidato per i lavori alla cupola del duomo di parma.la biografia di correggio si finisce con la sua morte nel 1534,quando viene sepolto nella chiesa di san francesco a correggio.

leda e il cigno.1531-1532

 correggio leda e il cigno
leda e il cigno è un dipinto carico di erotismo e sensualità,e soprattutto
a questa caratteristica deve la sua fama.
tuttavia le grandi opere d'arte sono destinate alla comprensione di pochi,
e così nel diciottesimo secolo il figlio del duca di orlieans,
scandalizzato dalla rappresentazione dell'amplesso amoroso tra leda e il cigno ,
distrugge la testa di leda. il dipinto verrà subito riparato,ma la testa originale
ridipinta,e il quadro ridimensionato,come si può notare dalla testa mozzata del cigno che vola.
il capolavoro ritrae leda seduta su un drappo rosa ,
che accoglie nel su ogrembo giove nelle ,nelle sembianze di un cigno,
mentre attorno giovani ninfe si bagnano (a destra) ,
mentre a sinistra cupido suona la lira ,
accompagnatto da due putti che suonano il corno.

giove ed io

questo quadro fa parte dello stesso ciclo di dipinti,
commissionati da federico II di gonzaga ,aventi come tema gli amori di
giove (come del resto il quadro sopra con leda e il cigno).dipinto nel
1531-1532,si trova oggi a vienna .
sulle acque di un torrente si
trova una ninfa chiamata io,che si abbandona all'amore di giove
,stavolta nelle sembianze di nuvola ,mentre una candida luce illumina
la schiena della ninfa.il dipinto sembra essere ispirato ,
per via della posizione di io,alla scultura 'amore che bacia psiche'
 correggio : giove e io
altra opera facente parte del ciclo composto per federico ii riguardante
gli amori di giove.in questo dipinto ganimede,un bellissimo fanciullo troiano,
fa invaghire giove che lo rapisce dopo essersi trasformato in aquila,per
sottrarsi alle gelosie di giunone. ganimede vi si aggrappa mentre questa si
libra in volo sullo sfondo di un paesaggio a tinte azzurre.
il volto di ganimede ricorda quello del cupido della danae ,e quasi identico
all'angelo che si aggrappa alla nubi dipinte sotto san bernardo,nel duomo di parma.
 correggio :il ratto di ganimede
ultimo degli amori di giove,raffigura giove ,stavolta nelle sembianze
di una pioggia dorata,e danae ,su due soffici cuscini.
danae si offre a giove che entra nel su ogrembo sottoforma di polvere
d'oro che cade da una nuvola sospesa sopra il letto .un genio alato facilita
l'impresa,reggendo il lenzuolo per agevolare la pioggia dorata .
sotto due putti sembrano ignari della scena e proseguono nei loro giochi infantili.
l'opera è custodita a roma nella galleria borghese,èd è stata realizzata tra il 1531 e il 1532.
 correggio : danae

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