la pinacoteca nazionale di bologna

la pinacoteca nazionale di bologna ha origine,unitamente all'accademia delle belle arti,negli anni compresi tra il 1804 ed il 1809.il suo compito è quello difornire tutela e conservazione adeguate al patrimonio artistico in suo possesso e di garantire conoscenza e divulgazioni pubbliche.il suo patrimonio è costituito da dipinti,spesso di grande formato ,opera prevalente di artisti della scuola bolognese compresi tra la fine del duecento e i primi dell'ottocento.il complesso è stato aggiornato ed ampliato in numerose occasioni.esso mostra,di conseguenza,alcune aggiunte architettoniche,l'ultima delle quali è costituita dalle sale delle belle arti e cioè dal sistema educativo e di informazione nel quale,oltre alle attività di valore didattico ,hanno luogo mostre,documentazioni storiche e artistiche,incontri ,convegni e attività musicali.l'aspetto generale ed attuale della pinacoteca risale per lo più agli anni 1955-1972 circa,ed è stato diretto da cesare gnudi con il progetto di leone pancaldi .una generale revisione manutentiva della galleria è stata condotta negli anni ottanta,aprendo così la pinacoteca alla realizzazione di alcune grandi mostre (§l'estasi di santa cecilia,1983;la giovinezza dei carracci,1984;guido reni,1988;g.maria crespi,1990).le gallerie di esposizione si trovano al piano superiore (ascensore per gli handicap a sinistra entrando).la galleria è articolata secondo sezioni storiche e di scuole.il percorso si apre conla sezione detta dei primitivi,ecioè il patrimonio duecentesco e trecentesco che prosegue nell'area delle sale che ospitano gli affreschi,dove si trovano gli affreschi dell'ex chiesa di mezzaratta e dei loro disegni preparatori.all'arte del rinascimento ,preceduto da impegnative testimonianze del quattrocento,è interamente dedicata la sezione ovest,che ospita anche famoseopere di altre scuole (raffaello,tiziano,parmigianino etc).in attesa dei nuovi lavori di ampliamento,si ritorna all0ingresso e si procede alla visita dedicata alle opere di guido reni,seguita dall'altra sala che ospita i dipinti più famosi di ludovico,agostino e annibale carracci.attigua è infine la sala degli artisti del manierismo .l'ala est espone dipinti dell'età barocca,a cominciare dalla scuola di ludovico carracci,e amche una selezione del diciottesino secolo.essa conduce all'aula magna cesare gnudi,dove sono alcune grandi tele dei maggiori maestri del seicento.




  guido reni arianna : pinacoteca nazionale di bologna

guido reni (bologna 1575-1642),
arianna (1368/1640 circa) .tela cm 220x150 ,
deposito della fondfazione del monte di bologna e ravenna (2003)



















giotto (colle di vesignano,1267-firenze,1337)
polittico1330 circa
tavola cm146,5x217 ,provenienza : collegio montalto ,già in s.maria degli angeli

 pinacoteca nazionale di bologna: sala giotto ,il polittico di giotto

il trecento

questa ampia sezione ospita in un percorso che si articola attraverso otto sale le opere degli artisti bolognesi ed emiliani dei secoli XIII e XIV;da vitale da bologna (1330-1359) che che caratterizza con la forza espressiva delle proprie immagini l'arte emiliana del trecento,quasi contrapponendola allamisura delle coeve produzioni della vicina toscana,allo pseudo jacopino,pittore bolognese attivo tra il 1320 e il 1330,il cui stile fortemente narrativo rompe l'astrattezza consueta della raffigurazioni religiose;e vi figurano ancora le opere realizzate fra la seconda metà del secolo quattordicesimo e linizio del quindicesimo da artisti attivi nel grande cantiere della chiesa di san petronio come giovanni da modenamgiovanni di ottonello e pietro lianori.il percorso espositivo ha il suo significativo inizio conil crocefisso proveniente dalla chiesa di santamaria del borgo,opera attribuita ad un ignoto artista vicino a giunta pisano;prosegue immediatamente con il san giorgio e il drago di vitale da bologna nel quale emerge attraverso la fantasia ,il pathos e il ritmo concitato dell'azione ,l'adesione dell'artista allo stile gotico .

vitale di aymo degli equi detto vitale da bologna (1330-1361) : san giorgio libera la principessa,1330/1335 circa .tavola cm 86x70,5 -acquistato ad amsterdam nel1959 (già in collezione bloch)

 vitale di aymo degli equi detto vitale da bologna : san giorgio libera la principessa
le stesse caratteristiche le ritroviamo in forme più accentuate nelle storie di sant'antonio abate realizzate agli inizi degli anni 40,mentre acquistano un tono più misurato nella successiva tavola raffigurante cristo in pietà tra i santi cristoforo e antonio abate.proseguendo si trovano tavole dello pseudo jacopino ,in particolare:il polittico con la dormitio virginis con la presentazione al tempio.nonmancano in questa sezione testimonianze dell'arte non bolognese come il polittico raffigurante lamadonna introno e quattro santi,unica opera di giotto sopravvissuta a bologna e,fra le altre,anche due tavolette raffiguranti sanbartolomeo e sant'antonio abate di lorenzo veneziano.concludono la sezione trecentesca tre sale dedicate all'esposizione degli affreschi.la prima sala ospita: la grande ultima cena di vitale da bologna proveniente dal refettorio del convento di sanfrancesco ,sede originaria anche di alcuni frammenti raffiguranti il miracolo del giovane dilerida di francesco da rimini,unica presenza documentata abologna di un maestro proveniente dalla scuola giottesca adriatica.le altre due sale contengono parte del grande complesso diaffreschi e sinopie (disegni preparatori degli affreschi)della chiesa di sant'apollonia di mezzaratta,uno dei testi fondamentali per la storia della pittura bolognese,distaccati nel 1958 e quì ricomposti secondo la struttura architettonica originale.il ciclo,descritto con attenzione anche dal vasari,fu iniziato da vitale da bolognia che decorò la parete di ingresso conl'annunciazione,il presepe,il sogno della vergine e la guarigione miracolosa ,nei primi anni quaranta del trecento .gli affreschi proseguirono lungo le pareti laterali conle storie del vecchio testamento e storie di cristo ,da prima per mano dei ddiretti continuatori di vitale come simone e il presunto jacopino,il primo jacobus,il maestro della primogenitura di giacobbe e il maestro dell'adultera,e poi con l'intervento di jacopo avanzi e di jacopo di paolo ,artisti della seconda generazione vitalesca.

complesso decorativo di mezzaratta :gli affreschi

amezzavia (mezza ratta) lungo l'ascesa che porta al colle dell'osservanza alle porte di bologna,aveva sede la confraternita detta del buon gesù.a destra di chi saliva eran la sede delle confraternita;vicino le chiese di s.maria e di s.a pollonia.la più importante era quella dedicata alla vergine ,decorata con un ciclo di affreschi riguardanti le storie dell'antico e del nuovo testamento ,eseguiti da diversi artisti principalmente dal 1338 e il 1350,ma con alcuni inrementi risalenti alla metà del 400.
lasequenza temporale degli affreschi,che iniziarono nel 1338 con la decorazione della controfacciata della chiesa,raffigurante l'annunciazione e la natività ,segue nell'esecuzione quella dello svolgimento degli avvenimenti narrati nei testi sacri ,dando precedenza alle storie evangeliche sulla controfacciata e sulla parete sinistra,per poi continuare sullaparete destra conle storie dell'antico testamento .nellachiesa dimezzarattalavorarono almeno una decina di pittori,sia incollaborazione sia inconcorrenza tra loro; capita anche che un pittore ritorni al lavoro nella chiesa a distanza di anni.
il ciclo diaffreschi superstiti ,già nascosti per molti anni dall'intonaco,e via via sempre più danneggiati dall'umidità dell'ambiente ,furono in parte (parete diingresso con la natività di vitale,e alcune storie nelle pareti laterali) distaccati nel 1949.il complesso è stato in seguito acquistato dallo stato e se ne completò il distacco,il restauro generale e la ricostruzione ambientale presso la pinacoteca nazionale di bologna.gli ultimi due distacchi riguardante la maggior parte delle due pareti laterali ,sono stati condotti nel 1958

sinopia ( disegno preparatorio )del complesso di mezzarata

complesso decorativo di mezzaratta: le sinopie

delcomplesso decorativo di mezzaratta ,questa sala ospita le sinopie(cioè i disegni preparatori che l'artista utilizzava nella progettazione compositiva dell'affresco,senza perl'altro potersene servire infase compositiva),che si trovavanosotto gli affreschi poi distaccati ed esposti nella sala attigua.la tecnica usata prevedeva che la composizione fosse tracciata direttamente sul primo intonaco,disegnando i contorni degli affreschi conla sinopia.tale denominazione data a questa prima trascrizione sull'intonaco,deriva dalla materia impiegata ,una terra rossa già nota agli antichi greci e romani,che veniva estratta da unalocalitàpresso sinope sul mar nero.questo materiale conservò inseguito ilnome del luogo di origine .

affreschi di artisti bolognesi delsecolo XIV provenienti dalla chiesa di mezzaratta

storie della vita di cristo
storie di giuseppe ebreo e di mosè

la confraternita detta del buon gesùavevaanticamente sede amezza via (mezza ratta) lungo l'ascesa che porta al colle dell'osservanza,alleporte di bologna.a destra di chi saliva erano la sede della confraternita ,la chiesa di s.maria (affrescata) e quella di s.apollonia;alla sinistra erano due piccoli romitori.l'antica chiesetta è ancora oggi esistente benchè mutilata di tutta la parte absidale in età ottocentesca.gli affreschi superstiti del vasto complesso decorativo ,già nascosti per molti anni dall'intonaco,e via via sempre più danneggiati dall'umidità e dall'ambiente,furono in parte (parete d'ingresso conla natività,di vitale,e alcune storie nelle pareti laterali) distaccati nel 1949,ed esposti alla storia della pittura bolognese del trecento(1950).l'intero è stato in seguito acquistato dallo stato,e se ne è completato il distacco,il restauro generale e la ricostruzione ambientale presso la pinacoteca nazionale di bologna(1958).la sequenza temporale degli affreschi,che iniziarono nel 1338 con la decorazione della controfacciata della chiesa (raffigurante l'annunciazione e la natività di vitale da bologna),segue nell'esecuzione quella dello svolgimento degli avvenimenti narrati dai testi sacri ,dando precedenza alle storie evangeliche sulla controfacciata e sulla parete sinistra,per poi continuare sulla parete destra conle storie dell'antico testamento.
nella chiesa di mazzarattalavorarono almeno una decina di pittori (fra i quali cristoforo,simone dei crocefissi e jacolo di paolo ),a volte in collaborazione,altre inconcorrenza tra di loro,accadendo ance che un pittore ritornasse al lavoro nella chiesa a distanza di anni.
roberto longhi prima (1934 e 1940) e francesco arcangeli poi (1970) richiamarono conacume e passione critica il legame che univa queste altissime testimonianze della cultura emiliana alla personalità,anche,di amico aspertini. in più di un'occasione ,infatti,costui sceglierà di rifarsi ai capolavori divitale o a quelli della grande tradizione miniatoria bolognese del trecento,per irrobustire il suo vocabolario enticlassico con ' forti reazioni diumanità travolta e passionale,di estrazione popolaresca e di cultura quasi sempre dissonante(a.emiliani) '
 gli affreschi della della chiesa di mezzaratta,da artisti bolognesi del secolo quattordicesimo

quattrocento e cinquecento

questa sezioneraccoglie opere datate fra il 1450 e il1560 circa in un percorso ad anello che intreccia l'arte bolognese con quelle ferrarese ,venetae centro italiana,trovando il su ofulcro nella significativa pala raffigurantel'etasi di santa cecilia con i santi paolo,giovanni evangelista,agostino e maddalena dipinta da raffaello sanzio intorno al 1513 per la chiesa di sangiovanni inmonte.importante avvio del percorso espositivo è il grande polittico della madonna,il bambino incoronato dagli angeli,e santi,firmato nel 1450 dai pittori muranesi antonio e bartolomeo vivarini.
alprimo di essi si deve anche il cristo nel sarcofago,una delle più interessanti testimonianze della presenza vivarinesca in emiliaaffiancato nella stessa saletta della belal madonna conil bambino di cima da conegliano.la breve e felice stagione della corte dei bentivoglioè rappresentata dalla pittura degli artisti ferraresi francesco del cossa (1453/1470),ercole de roberti (1450/1496) e lorenzo costa (1460/1535) nonchè del bolognese francesco francia (1450/1517). di francesco del cossa troviamo la pala dei mercanti (1474),mentre di ercole de roberti il prezioso frammento raffigurante maria maddalena piangente,unico brano superstite della famosa decorazione della cappella garganelli in san pietro ,iniziata dalcossa,ultimata da ercole (1479-1483) e distrutta alla fine del cinquecento.
si proseue poi conle tavole di lorenzo costa provenienti da chiese bolognese,come l'arcaizzante pala con san petronio fra i santi francesco e domenico o lo sposalizio della vergine.la saletta e la sala grande successive ospitano alcune tra le opere più significative di francesco francia,affascinante e perfetto interprete delsoave umanesimo della bologna bentivolesca.il suio percorso stilistico inizia con lapala felicini (1494),dall'impianto ancora quattrocentesco ,e giunge ad aperte soluzioni spaziali cinquecentesche nell'annunciazione (1500),attraverso il progressivo alleggerirsi della struttura architettonica nelle pale proveniente dalla chiesa della misericordia:pala scappi,pala bentivoglio e pala dei manzuoli.la diversione delle equilibrate forme classiche è invece rappresentata dalla pala detta del tirocinio (1504)e dalla adorazione dei magi di amico aspertini(1474-75 /1552),fantasioso e colto interprete dell'eccentrismo diinizio secolo.tragli artisti di cultura nonlocale troviamo perugino,del quale è esposta la grande pala raffigurante la vergine col bambino in gloria e i santi giovanni evangelista ,apollonia,caterina d'alessandria e michele arcangelo proveniente dalla chiesa di sangiovanni inmonte,e i fiorentini franciabigio,e giuliano bugiardini.


raffaello(urbino ,1483-roma,1520)
santa cecilia in estasi coni santi paolo ,giovanni evangelista,agostino e maria maddalena (1518 circa)
tavola trasportata su tela,cm 236x149 .
provenienza dallachiesa di san giovanni in monte (requisizioni napoleoniche 1796,parigi 1815)

  raffaello , santa cecilia in estasi coni santi paolo,giovanni evangelista ,agostino e maria maddalena. pinacoteca nazionale di bologna

l'influenza esercitata sugli artisti locali dal classicismo romano importato con lapala disanta cecilia è invece riscontrabile inalcune interessanti opere che rivelano la palese rivisitazione dei modelli raffaelleschi.tra queste la grande tavola raffigurante lo sposalizio della vergine di girolamo marchesi detto il cotignola,e la madonna in gloria con san michele arcangelo proveniente dall'altare maggiore della chiesa di san michele in bosco opera del pittore classicista romagnolo innocenzo francucci da imola.
la sezione trova un'altro punto significativo nella pala di santa margherita (1529) del parmigianino ,un'opera dove si coniugano in una mirabile sintesi l'eleganza formale e l'ambiguità espressiva della maniera.concludono infine il percorso l'ultima cena,un'opera giovanile di el greco ,la visitazione del tintoretto ,opera importanteper l'educaione estetica dei carracci,e gesù crocefisso con il buon ladrone,opera tarda del tiziano.

domenico theotokòpulos detto el greco (candia,1541-toledo,1614) : ultima cena (1567/1568) tavola cm 42,5x51, acquistato nel 1957

domenico theotokòpulos detto el greco (candia,1541-toledo,1614) : ultima cena (1567/1568) tavola cm 42,5x51, acquistato nel 1957
 perugino : madonna col bambino ingloria e i santi giovanni evangelista,apollonia,caterina d'alessandria e michele arcangelo .pinacoteca nazionale di bologna

pietro di cristoforo vannucci detto il perugino (città della pieve c1450-fontignano 1523)
madonna col bambino in gloria e i santi giovanni evangelista,apollonia,caterina d'alessandria e michele arcangelo,1500 circa
tavola cm 274x210,5
provenienza chiesa di san giovanni in monte,cappella scarani poi vizzani (req.napoleoniche 1796,parigi 1815)

parmigianino ,madonna col bambino e i santi margherita,girolamo e petronio-pinacoteca nazionale di bologna

francesco mazzola detto il parmigianino (parma,1503-casalmaggiore,1540)
madonna col bambino e i santi margherita,girolamo e petronio 1529
tavola cm 222x145
provenienza : chiesa di s.margherita,cappella giusti (requisizioni napoleoniche 1796,parigi 1815)

guido reni

questo grande salone che funge da collegamento tra la sala dedicate aicarracci eil corridoio barocco ospita gli stupendi dipinti diguido reni(1575-1642),massimo esponente dell'ideale classico seicentesco .figlio di un musico avrebbe dovuto proseguire la professionedel padre, ma vendo mostrato una forte propensione artistica fu affidato ,ancora bambino,agli insegnamenti del pittore fiammingo denys calvaert,del quale fu discepolo per dieci anni raggiungendo presto un ruolo di rilievo all'interno della bottega.nel 1594 guido lascio calvaert per entrare a far parte dell'accademia degli incammianti ,dove il suo straordinario talento lo rese dapprima apprezzato assistente di ludovico carracci,e in seguito suo rivale.l'esecuzione di una committenza tanto importante quale l'affresco realizzato per celebrare,nel novembre del 1598,la solenne entrata in bologna di papa clemente VIII aldobrandini,decretò inmaniera decisiva l'inizio di una fortunata carriera che lo condusse nel 1601 a roma dova visse ,anche se con frequenti interruzioni fino al 1614. accolto nella cerchia pontificia romana ,ottenne importanti committenze tralequali ricordiamo:gli affreschi nella sala delle damee nella sala delle nozze aldobrandini nei palazzi vaticani,sant'andrea condotto al martirio nel piccolo oratorio di sangregorio al celio e ancora la decorazione della cappella dell'annunziata nel palazzo del quirinale.l'incontro diretto conla scultura antica,con raffaello e con il linguaggio classico messo inpratica a roma da annibale carracci spinsero sempre più guido ad adottare una rappresentazione idealizzante della realtà,in cui la narrazione della storia,le espressioni dei volti e l'azione drammatica fossero resi inmodo contenuto ed esteticamente sublime.questa costante tensione verso il ' bello ideale ' accompagnò l'artista per tutte le diverse fasi della sua carriera,che si concluse con misteriose opere dalla materia diafana e quasi senza peso .in questa sala sono esposte le opere più importanti realizzate a bologna in un percorso che tocca tutte le fasi del cammino artistico reniano.dalpiccolo ballatoio sovrastante la scala si possono ammirare a destra la crocifissione,opera tragica destinata a diventare un prototipo iconografico dal seicento ai giorni nostri,e a sinistra la pala della peste,nata come stendardo votivo per invocare la finedella peste del 1630.collocato tra la sibilla e il cosidetto ritratto della madre,si trova sansone vittorioso,una delle più particolari interpretazioni di questo soggetto biblico.domina la parete difronte alla scala la grande pietà dei mendicanti (1616),un'opera commissionata dal senato della città,in cui l'artista si ricollega a schemi compositivi tradizionali e alla religiosità patetica diludovico carracci.
affiancano la pietà:il martirio disan sebastiano,il giovanile sanfrancesco consolato da un angelo musicante,e il ritratto di guido reni opera di simone cantarini.seguono sulla parete a fianco la strage degli innocneti (1611),manifesto dell'estetica classicista,la flagellazione dicristo e l'apparizione della vergine a san francesco,dipinti che appartengono all'ultima fase pittorica reniana caratterizzata da un progressivo sfaldarsi delle forme e da un colore tendente alla monocromia.
  simone cantarini ritratto di guido reni,pinacoteca nazionale di bologna

simone cantarini (pesaro,1612-verona,1648): ritratto di guido reni 1635/1636
tela cm 37,5 prvenienza : convento di s.giovanni battista dei celestini
(soppressioni 1797-1810>


ludovico,annibale e agostino carracci

questa vasta sala ospita alcuni dei più importanti capolavori di ludovico(1555-1619),annibale(1560-1609) e agostino carracci (1557-1602),fondatore negli anni 80del cinquecento dell'accademia degli incammianti ,una scuola/bottega intesa quale luogo dove le nuove idee artistiche dei tre cugini,maturate unendo all'esercizio del vero lo studio del morbido colorito del correggio e dello scenografico illusionismo di tintoretto e veronese,potessero essere praticate ed insegnate ai giovani allievi .l'interno era quello di riformare la pittura ritornando al 'naturale' in aperta polemica quindi con lo stile manierista toscano e romano (vasari,salviati,zuccari) che era stato assimilato a bologna dai pittori della generazione precedente come denys calvaert e prospero fontana.a questi ultimi i carracci muovevano la critica di dipingere con uno stile manierato ,privo di forza ed eccessivamente rifinito,ancorchè di basarsi su modelli idealizzati per nulla verosimili e lontani dal mondo naturale.
il sodalizio dei tre cugini diede vita ad imprese collettive straordinarie come i cicli di affreschi nei palazzi fava(1582-1584),magnai salem(1590) e sampieri,dove le tre personalità si amalgamano senza però perdere le proprie caratteristiche individuali di stile che emergono altresi più evidenti nelle opere eseguite singolarmente.di ludovico ,grande interprete sia della spiritualità della controriforma che della semplicità del quotidiano e insieme inventore di straordinarie scenografie protobarocche,possiamo ammirare alcune delle opere che segnano i punti più significativi della sua carriera .dopo la giovanile annunciazione,databile nei primi anni ottanta,troviamo la conversione di san paolo(1587),prima commissione pubblica ottenuta dall'artista,la madonnadei bargellini firmata e datata 1588 e ancora le opere degli anni 90 caratterizzate da suggestioni venete come il martiriodi sant'orsola(1592) e la madonna degli scalzi(1590).gli anni seguenti ,segnati da una maggiore propensione verso le forme più monumentali ,sonorappresentati dalle grandi pale raffiguranti rispettivamente la probatica piscina e la trasfigurazione,fino alla vocazione di san matteo,posteriore al 1602.
scarsanumericamente è invece lapresenza didipinti di annibale che lascio bologna nel 1595,chiamato a roma dal cardinale odoardo farnese per lavorare gli affreschi del camerino e della galleria del su opalazzo.aroma,annibale non solo affrontò l'impresa più impegnativa della sua carriera ,ma,traendo ispirazione dalle opere antiche e confrontandosi con la pittura di raffaello ,creò nella galleria degli affreschi che costituirono un imprescindibile modello decorativo per tutto il seicento ed oltre.le opere quìesposteapaprtengono tutte elperiodo bolognese influenzate fortemente dalcorreggio e da paolo veronese,come è facile rilevare nella madonnadi san ludovico enella piccola pala,giàd'impianto pre-barocco,raffigurante l'assunzione della vergine.concludono il percorso di questa sala le uniche due opere presenti diagostino,colto teorico dell'accademia e più noto come incisore :l'assunzione della vergine e la comunione di san girolamo,uno dei dipinti più famosi e ripetutamente replicati nel primo seicento.

foto a lato :ludovico carracci,lo sposalizio della vergine ,pinacoteca nazionale di bologna

   ludovico carracci lo sposalizio della vergine ,pinacoteca nazionale di bologna

manierismo

in questa sala sono esposte le opere che ,realizzate nella seconda metà del cinquecento,procedono o sono contemporanee alla rivoluzione naturalista dei carracci,e mantengono nella loro composizione una stretta osservanza ai canoni stilistici del manierismo .sulla parete di fondo è lacena di papa gregorio,una delle tre tavole che il fiorentino giorgio vasari (1511-1574) eseguì per il refettorio di san michele in bosco nel 1540 ,affiancata dalla flagellazione delfiammingo denys calvaert (1540 ca-1619).
le opere di prospero fontana (1512-1597) e di sua figlia lavinia(1552-1614) esemplificano il linguaggio prezioso e complesso attraverso il quale si esprime la maniera a bologna.di prospero ammiriamo: la deposizione di cristo nel sepolcro,opera nella quale la rivisitazione della grafica tedesca di durer si fonde conle forme plastiche post michelangiolesche ,e l'adorazionedei magi.memore dell'accentuazione decorativa dell'esperienza fiorentina dell'artista.al contrario del padre,lavinia si mostra già sensibile ed aggiornata sulla nuova pittura,alla quale però non riesce ad aderire completamente.opera importante per lo sviluppo di queste genere pittorico a bologna è il ritratto dellafamiglia gozzadini in cui l'artista nonsi svincola dall'eleganza meticolosa dello stile 'internazionale' , matenta ugualmente di tratteggiare i personaggi in chiave naturalistica.nell'approssimarsi dell'esperienza carracesca la vita culturale bolognese ha un altro importante protagonista inbartolomeo passerotti(1529-1592),pittore che associa cmponenti tipiche delmanierismo emiliano (da correggio a parmigianino,anicolò dell'abate) a suggestioni tratte dall'arte veneta(bassano),per poi approdare al naturalismo acuto e grottesco della scena di soggetto popolare ,genere nel quale sipone all'avanguardia fino ad essere un riferimento per il giovane annibale carracci.
di passerotti troviamo la prentazione di maria al tempio,opera caratterizzata da un complesso impianto compositivo nel quale si inseriscono figure delle reminescenze raffaelesche,e la resurrezione di cristo ,opera neomichelangiolesca concepita col tono didattico proprio dalla controriforma.
il compito di fare da tramite conil salonededicato ai carracci è affidato a bartolomeo cesi(1556-1629) lacui vicenda artistica si sviluppa sul filo di un difficile equilibrio fra la tradizione accademica dei pittori riformati toscani e il contatto con il naturalismo carracesco.ne consegue unapittura devozionale che affronta il tema sacro con una raggelata severità compositiva,interrotta a tratti dall'inserimento disingoli brani di realtà che,resi conlucida ottica,umanizzano la scena religiosa.lacapacità dell'artista di definire i particolari con suggestiva concretezza ,così come il suo bisogno di accordare lo studio delvero con una corretta espressione liturgica emergono palesi nella pala detta di sant'omobono,e nella pala raffigurante l'immacolata che apapre a sant'anna.

immagine a lato: giorgio vasari,cenadi san gregorio magno(1540)
tavola trasportata su nuovo supporto,cm 403x255
provenienza: convento di s.michele in bosco,refettorio (soppressioni 1797-1810)

  giorgio vasari ,cena di san gregorio magno ,pinacoteca nazionale di bologna

seicento e settecento

dalla saladi guidoreni ha inizio il corridoio che conduce verso l'aula gnudi e sul quale si aprono le sale più piccole .in questa sezione sonoesposti dipinti che vanno dai primi anni del seicento agli ultimi del settecento ,e ,già integrate alpercorso permanente ,le importantissime opere di scuola bolognese di proprietà di sir demis mabon,il critico collezionista,che ha generosamente depositato alungo termine presso la pinacoteca di bologna.il percorso inizia riallacciandosi a quello delsalone deidcato ai carracci conopere di piccolo formato principalmente diannibale,come la toelette di venere ,il cristo deriso ,il piccolo san franceso che adora il crocefisso ,e la giovanile annunciazione ai quali si aggiunge il san giovanni battista della collezione mahon.nella prima sala sono esposte ,oltre alla madonna del rosario e al san pietro toma di ludovico carracci ,nel sepolcro (1617),uno degli esisti compositivi più felici di alessandro tiarini ,il figliuol prodigo dilucio massari,e ancora del tiarini lo sposalizio mistico di santa caterina nonchè lapala di sant'alò di giacomo cavedoni.prima di uscire dalla sala si ammira la bella annunciazione di pietro faccini,opera della ricca cromia e dal ritmo elegante.proseguendo nel corridoio sulla sinistra,troviamo quattro opere di giovan francesco barbieri detto il guercino: il san benedetto curato da irene ,opera tipica della fase giovanile per la materia pittorica densa e per il particolare uso della luce nella scansione dei piani ,affiancato dalla sibilla con un cartiglio e dalla famosissima madonna del passero (entrambe provenienti dalla collezione mahon),mentre sulla parete di fronte si trova ,insieme al di opadre e alla santa maria maddalena ancora il guercino,il ratto dieuropa di antonio carracci: due piccoli e raffinati paesaggi del domenichino,fronteggiati da silvia e il satiro ,dello stesso artista e da un paesaggio di annibale carracci,chiudono questa parte del corridoio .
nella seconda sala sono esposti alcuni importanti dipinti del guercino: da destra troviamo l'razione nell'orto contrapposto al san pietro martire,seguito da due ovali raffiguranti san giovanni battista e san giuseppe,tutte opere ascrivibili all'età matura del pittore; al centro della parete lavestizione di san guglielmo ,capolavoro giovanile realizzato nel1620 per la chiesa di san gregorio; fra san gerolamo disomone cantarini e sansone che uccide il leone di giovanni lanfranco,sulla parete di fronte all'ingresso,è da ammirare il martirio di san pietro martire (1619-21),opera matura del domenichino,derivata dal celebre dipinto ditiziano andato distrutto nel 1867.
la seconda parte del corridoio così come le due ultime sale laterali sono dedicate alla pittura a cavallo tra la fine del seicento e la prima metà del settecento che trova in giuseppe maria crespi (1665/1747) l'ultimo straordinario interprete del naturalismo bolognese.a fianco di artisti quali lorenzo pasinelli (1629/1700),marcantonio franceschini (1648/1729),donato creti(1671/1749),e giovanni antonio burrini(1656/1727),preziosi continuatori dello stile classico.

nella foto alato guercino, la visione di san bruno
pinacoteca nazionale di bologna

   guercino la visione disan bruno ,pinacoteca nazionaledi bologna

nella foto alato guercino,
giovan francesco barbieri detto il guercino (cento,1591-bologna,1666)
san giuseppe (1648/1649)
,pinacoteca nazionale di bologna tela cm 111x85
provenienza : chiesa della madonna di galliera,sagrestia (soppressioni 1797-1810)

 guercino  ,pinacoteca nazionaledi bologna



SEI SU IMMAGINI ITALIA
FAI CLICK QUI' PER ANDARE
ALLA PAGINA PRINCIPALE